centro di formazione sulla relazione e le dinamiche relazionali tra l'umano e gli altri animali

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ETO-ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA: IL SISTEMA BRANCO

Lavorare con un branco di cavalli in modalità eto-zooantropologicamente corretta, significa prima di tutto considerare quel gruppo di organismi, come un sistema complesso.

Infatti un branco non è solo un insieme di organismi, ma può essere considerato a tutti gli effetti un organismo unico in cui tutti gli elementi sono in stretta relazione, compreso l’uomo.

Possiamo immaginare tutti i cavalli in stretta comunicazione tra essi, con il contesto esterno, con l’uomo e con ogni altro elemento presente come un sistema di cellule nervose con le loro affascinanti e spettacolari sinapsi.

E così anche nel sistema branco, così come nel sistema neuronale, la comunicazione è molto stretta e costante.

Nelle immagini che seguono potete osservare una tipica attività quotidiana a Sparta.

Provate ad osservare queste immagini unendo tutti gli elementi come sinapsi. Tracciate una linea tra un cavallo e l’altro, tra me e Pioggia (la cavalla grigia), tra Pioggia e Sparta il suo puledro, tra le altre cavalle e me, tra Sparta il puledro e Taku il cane e così via. Cosa riuscite a cogliere? Quali sono i messaggi che vengono coinvolti all’interno della scena osservata e quali messaggi giungono a voi che la osservate?

Lavorare quotidianamente in queste modalità significa arricchire molto i piani dimensionali etologici e zooantropologici, così come cresce un contesto neuronale libero di svilupparsi attraverso le sue sinapsi.

Questo vale sia per il cavallo, sia per la persona e per ogni altro elemento.

Testo: Francesco De Giorgio | Foto: José Maria Schoorl

COMUNICATO STAMPA – SPARTA AL LABORATORIO SUL BENESSERE DEL CAVALLO A CAVALLIaMILANO

COMUNICATO STAMPA

La Riserva Zooantropologica Sparta ha partecipato, attraverso i suoi rappresentanti, Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl, al Laboratorio sul Benessere di CAVALLIaMILANO, dove si sono discussi tutti gli aspetti e gli sviluppi legati al benessere del cavallo.

 

La Riserva Zooantropologica Sparta ha chiarito fin dalle prime battute di scambio con gli altri relatori, che prima di ogni altro ragionamento va definito e concordato il significato vero di benessere, in particolare degli indicatori di benessere, partendo con delle domande collegate alle inequivocabili immagini della presentazione spartana.

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma.- 16 ottobre 2011 | Il 15 ottobre Sparta ha preso parte con forza e sostanza al Laboratorio sul Benessere del Cavallo, all’interno della Manifestazione CAVALLIaMILANO 2011.

In un mondo carico di passione e tradizione come quello equestre, oggi ci troviamo con una grande e complessa questione, quella del benessere del cavallo. Come possiamo offrire benessere al cavallo? Quale benessere? Cos’è benessere dal punto di vista del cavallo?

Questione complessa anche perché la ricerca scientifica in questo campo ancora annaspa alla scoperta di reali indicatori di benessere, in quanto deve fare i conti anch’essa con molti pensieri abitudinari, rigidità concettuali e soggettive convinzioni.

Riserva Sparta espone il suo punto di vista all’interno del Laboratorio sul Benessere, partendo proprio da un’immagine non propriamente di benessere presente all’interno del Laboratorio: l’organizzazione del Laboratorio di CAVALLIaMILANO aveva pensato che la presenza di un cavallo nello spazio antropico del  laboratorio, fosse un fatto opportuno. Prima dell’inizio dei lavori Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl, segnalano all’organizzazione che sarebbe stata assolutamente inidonea la presenza di un cavallo nella sede del Laboratorio, viste anche l’eccessiva confusione e l’isolamento sociale a cui sarebbe stato sottoposto il cavallo. L’organizzazione non ha ritenuto utile tenere nel debito conto l’istanza spartana e così Francesco De Giorgio, all’inizio della sua relazione, vedendo inoltre il disagio del cavallo, ha subito dichiarato:”La presenza di questo cavallo in questa sede è inappropriata proprio perché parliamo di benessere”. Così si è provveduto a portar via il cavallo dalla sala del convegno, offrendo così un ottimo spunto di riflessione tra uditorio e relatori.

Riprendendo il convegno Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl stimolano gli altri relatori e l’auditorio sulla necessità di una necessaria apertura mentale da parte dell’equitazione convenzionale, per poter arrivare ad una diversa immagine di cavallo. Un’immagine che a Sparta è già realtà grazie all’impegno di Francesco e José, che sono riusciti nel quotidiano a sviluppare e applicare l’approccio zoo antropologico relativo al cavallo.  Afferma José Maria Schoorl durante il convegno: ”Il maggiore blocco verso il reale benessere del cavallo è sicuramente l’enorme quantità di abitudini che abbiamo nella nostra convivenza con gli animali, che fa diventare scontati gesti che in realtà dovremmo mettere in discussione”. Tra i relatori era presente anchela Dr.ssa Michela Minero, docente e ricercatrice in Scienze Animali presso l’Università degli studi di Milano, una presenza fortemente voluta e richiesta a CAVALLIaMILANO dai rappresentati di Sparta, che ha dato una luce ancora più chiara e scientifica sul benessere del cavallo, sugli indicatori di benessere, elementi questi che sono ancora in fase di ipotesi e definizione da parte del contesto scientifico di ricerca.

Nel convegno De Giorgio continua spiegando quanto l’habitat in termini di spazio, gestione, socialità e attitudine delle persone, ha un notevole impatto sulla possibilità del cavallo di essere più o meno cognitivo e che lo sviluppo della cognizione equina, muovendosi sul fronte dell’apprendimento esperienziale e della co-formazione,  invece che della doma e dell’addestramento, è la base del benessere più vero e concreto. Francesco De Giorgio illumina ancora appassionatamente l’uditorio affermando: “I cavalli in natura non sono creature così reattive, schizzate ed emotive come spesso pensiamo o ci inducono a pensare, ma sono esseri dotati di una grande capacità cognitiva nell’interagire con il loro ambiente di riferimento. L’idea del cavallo come una preda, imbrigliata dalle proprie emozioni è una proiezione umana, che non corrisponde affatto alle dinamiche di vita di questi animali in contesti naturali o semi-naturali. La sua emotività si sviluppa invece a contatto con l’uomo nelle attività equestri attuali, soprattutto in quelle performative, agonistiche e addestrative”.  A questo proposito precisa inoltre Schoorl: “La nostra società frenetica, la cultura della performance, l’ansia prestazionale, sia in ambito professionale che relazionale, oltre alle capacità percettive poco sviluppate (tunnel-vision), sono grandi ostacoli per riconoscere concretamente elementi di benessere, nel cavallo e in noi stessi, anche quando tali indicatori  fossero tutti chiari e riconosciuti scientificamente, in quanto siamo poco allenati nel riconoscerli nella nostra quotidianità”. Il confronto aperto, appassionato e interessante con gli altri relatori presenti come Claudio Villa e Angelo Telatin, permettono di sottolineare e chiarire molti dei punti e degli aspetti emersi dalle relazioni della Riserva Zooantropologica Sparta.

Intanto il convegno procede con un pubblico crescente e con la presenza di persone come Michel Robert, Filippo Moyersoen, Hilary Bradford.

Al di fuori del padiglione vengono rappresentate inesistenti immagini di benessere per cavalli e persone, come purtroppo spesso accade nelle fiere con cavalli emotivi e attività equestri svolte in contesti inappropriati, come tra i tavolini dell’angolo ristoro, con un forte rischio sicurezza.

La strada da fare è ancora lunga è la presenza di questi convegni è essenziale per renderci più informati e consapevoli.

Un grazie a CAVALLIaMILANO che ha voluto organizzare questo Laboratorio sul Benessere e che Riserva Zooantropologica Sparta auspica diventi sempre più presente, concreto e soprattutto coerente.

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli italiano Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

Riferimenti:

www.spartariserva.com

sparta.formazione@gmail.com

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COMUNICATO STAMPA – MEDICI VETERINARI ETOLOGI A SPARTA

La Riserva ZooantropologicaSparta ha condotto, attraverso i suoi docenti, Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl, due giornate di aggiornamento teorico-pratico per Medici Veterinari iscritti al II° anno della Scuola di Specializzazione in “Etologia applicata e benessere animale”, organizzato dall’Università degli studi di Napoli, dal titolo “Il Cavallo Cognitivo” e “La Consulenza Zooantropologica”.

Poche chiacchiere e molti fatti per il secondo aggiornamento professionale presso la Riserva Zooantropologica Sparta, il primo si è tenuto lo scorso anno, di grande valore etico e pratico, per professionisti veterinari che dedicano la loro vita al prendersi cura degli animali.

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma.- 10 ottobre 2011 | Si sono concluse con successo due giornate di intensa formazione professionale pressola Riserva Zooantropologica Sparta in sabina romana nei giorni del 6 e del 7 ottobre,  dove un nutrito gruppo di medici Veterinari guidati dalla Prof. Alessandra Pelagalli, provenienti da Napoli e Roma per il secondo anno di aggiornamento, ha potuto realmente toccare con mano l’approccio zoo antropologico applicato al cavallo. Le parole chiave di queste due giornate denominate “Il Cavallo Cognitivo” e “La Consulenza Zooantropologica”, sono state: cognizione, benessere, emozione, relazione, equitazione, formazione, crescita.

I partecipanti hanno affermato che le due giornate sono state molto pregnanti di significato e molto concrete, con una parte teorica che rispecchia fortemente la parte pratica e viceversa. L’aggiornamento professionale per Medici veterinari rientra nelle tematiche affrontate nel corso di studio della Specializzazione in “Etologia applicata e benessere animale” organizzato dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università “Federico II” di Napoli, ed è stato condotto da Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl, rappresentanti dell’Associazione Sparta collegata all’omonima Riserva Zooantropologica.

Le due giornate hanno lasciato molto ai medici veterinari partecipanti, dando nuovi spunti ed un nuovo senso alle loro attività professionali con gli animali, in questo caso guidati dai cavalli. L’esperienza diretta con i cavalli ha potuto dare un nuovo senso dell’approccio zooantropologico al cavallo. Il cavallo perde la sua connotazione classica e fuoriesce come un essere capace di avere una propria cognizione dell’essere e di ciò che lo circonda e delle dinamiche che lo coinvolgono anche nel rapporto con l’uomo. A Sparta si sperimenta, quindi, un  giusto equilibrio nel rapporto uomo – natura.

“Si tratta” afferma Francesco De Giorgio “di una rivoluzione che nasce da una consolidata esperienza pratica, con importanti basi scientifiche legate agli aspetti di benessere, apprendimento, relazione, socialità, formazione”. I medici veterinari hanno potuto cogliere significativamente anche l’importanza della persona coinvolta nei processi zooantropologici che precisa José Maria Schoorl: “Diventa anello-chiave importante nel percorso di consapevolezza verso una relazione cavallo-uomo reale e autentica, basata su determinate scelte, su un cambiamento profondo e su determinati e innovativi paradigmi”.

Sparta continua il suo percorso con sempre più forza e determinazione, con un messaggio che viene sempre più condiviso in diversi ambiti divulgativi, accademici e pratici.

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli italiano Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

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sparta.formazione@gmail.com

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HABITAT COGNITIVI E CLIMI D’APPRENDIMENTO

Affinché un cavallo possa sviluppare realmente le sue capacità cognitive, tutto quello che lui già possiede intrinsecamente, necessita di veri e propri “habitat cognitivi”, cioè di contesti in cui ci sia un determinato  “clima d’apprendimento”.

Ma cosa significa questo e cosa rappresenta per un cavallo e per la sua relazione con l’uomo?

Habitat e climi possono essere i più diversi e possono incidere significativamente sullo sviluppo degli elementi che lo compongono.

In ambito naturalistico l’habitat può essere identificato come quella dimensione territoriale in cui determinate caratteristiche favoriscono lo sviluppo elettivo di una determinata specie.

Se pensiamo agli “habitat” in cui vivono attualmente una buona parte dei cavalli odierni (scuole di equitazione, maneggi, scuderie) e se osserviamo come in essi vivono e come si sviluppano, esibendo per la maggior parte notevoli squilibri emotivi e segnali di stress, allora possiamo parlare di “habitat emotivi”, cioè di contesti che tendono a sviluppare emotività nel cavallo.

Il clima d’apprendimento in questi habitat ,che sviluppano emotività più che cognitività, ha anch’esso determinate caratteristiche costituite oltre che dal luogo in se, anche dalle persone che in esso vivono e lavorano insieme ai cavalli: azioni richiestive, performative, meccanicistiche da parte dell’uomo portano il cavallo a perdere tutto quel patrimonio cognitivo che per questo animale è un fatto naturale.

Un “habitat cognitivo” con un determinato “clima d’apprendimento cognitivo” ha caratteristiche ben precise di cui alcune sono:

– Forte socialità, il cavallo non vive mai isolato dai suoi simili

– Libertà d’espressione e scelta, proprio per dare spazio all’apprendimento cognitivo

– Persone che acquisiscono capacità di lettura dello stato emotivo del cavallo, consapevolezza del loro stato d’animo e delle loro azioni, approccio non-performativo all’interazione con il cavallo

Un habitat cognitivo permette una crescita equilibrata del cavallo e della persona, salvaguardando il benessere di entrambi.

Testo: Francesco De Giorgio | Foto: Internet/Sparta

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo cognitivo e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

ESITO CONVEGNO SUL BENESSERE DEL CAVALLO 45a MOSTRA DEL CAVALLO

COMUNICATO STAMPA

La Riserva ZooantropologicaSparta ha partecipato al Convegno “Rieducare i cavalli per rieducare noi stessi.”, con l’intervento “Il Cavallo Cognitivo” e la Mostra fotografica “Cavalli e Consapevolezza”, tenutosi all’interno della 45° Mostra del Cavallo di Città di Castello (PG).

Un momento di importante informazione corretta e consapevolezza sulle dinamiche di apprendimento cognitivo nel cavallo e nell’ambito della relazione tra cavallo e uomo.

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma | 10 settembre 2011.

Associazione Sparta, con il contributo dei suoi legali rappresentanti Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl, ha partecipato al Convegno “Rieducare i cavalli per rieducare noi stessi”. Erano presenti al dibattito moderato dalla giornalista Maria Lucia Galli, donna di cavalli, scrittrice e psicologa, responsabile del giornale web www.cavallo2000.it, il Vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi, il presidente della Mostra Nazionale del Cavallo Angelo Capecci, la presidente della Scuderia Unicorno Catia Brozzi. A seguire gli interventi di Lorenzo Croce di AIDAA – Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, Giuliano Bacco Tenete Colonnello dell’Esercito Italiano, Fabio Carnevali presidente Assogaloppo, Claudio Villa presidente ASOM – Associazione Salto Oltre il Muro, Piermario Giongo della Clinica Veterinaria dell’Ippodromo San Siro di Milano, Francesca Manca biologa, Antonio Nardi-Dei da Filicaja Dotti di IHP – Italian Horse Protection Association, Sonny Richichi di IHP – Italian Horse Protection Association, Eleonora Di Giuseppe presidente Equinozio e consulente Ministro della Salute per il benessere degli equidi

L’intervento di De Giorgio e Schoorl è stato teso a dare nuova luce al cavallo ed alla sua relazione autentica con l’uomo. Piena enfasi è stata data al cavallo come essere vivente senziente. De Giorgio dichiara: “Solo quando riconosciamo al cavallo lo status di essere vivente senziente, possiamo garantirne benessere e relazione vera con l’uomo. Il cavallo ha un livello di cognitività di grande significato; sono diverse le realtà accademiche e pratiche che in tutto il mondo si stanno muovendo verso questo nuovo e importante concetto che è alla base della zooantropologia, nuova scienza o meglio nuova idea di relazione tra animali e umani. L’approccio zooantropologico applicato al cavallo nasce proprio dal nostro Paese e da esso si sta espandendo e rappresenterà un nuovo modo di vivere il cavallo, questo è un fatto di cui si dovrà sempre più tenere conto”.

Nel convegno sono stati diversi i contributi sul tema relazione uomo-cavallo, ma De Giorgio ha iniziato con una domanda il suo intervento: “Cosa intendiamo realmente per relazione?”.

Nel suo contributo finale Schoorl ha inoltre precisato: “C’è da lavorare per capire le capacita relazionali del cavallo e le dinamiche relazionali tra l’uomo e cavallo, ma innanzitutto c’è da acquisire di nuovo la consapevolezza di tutto quello che è realmente relazione, anche nell’ottica interpersonale, oltre a una formazione appropriata su queste dinamiche. L’immagine del cavallo con l’uomo cambierà in quest’ottica, cosi come la mostra fotografica Cavalli e Consapevolezza, indica.”

Un contesto sicuramente di grande sinergia tra diverse realtà in ricerca di un vero benessere del cavallo e della relazione tra cavallo e uomo.

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

Riferimenti:

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sparta.formazione@gmail.com

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PERCORSO SUL CAVALLO COGNITIVO

Un percorso formativo lungo e molto tecnico, capace di dare granitiche competenze di base a coloro che vogliono entrare nel mondo della zooantropologia applicata agli equini (cavalli e asini), che si sta sviluppando con sempre più vigore sia in ambito accademico, che di ricerca che di pratica quotidiana. Etologia, benessere, cognizione, apprendimento, cavalli problematici, crescita personale mediata dal cavallo, argomenti che rappresentano un importante viaggio di crescita in un mondo nuovo.

Sparta sta sempre più diventando forte spartiacque, acquisendo notevole credibilità, tra una vecchia ed una nuova immagine del cavallo, dell’asino e delle relazioni tra animale ed uomo.

Un’opportunità che verrà colta con sicuro entusiasmo questa del percorso di zooantropologia equina applicata.

Programma completo: PDF – Percorso zooantropologia equina applicata

Le iscrizioni sono aperte nel mese di settembre. Il primo modulo si terrà ad ottobre.
Iscrizioni percorso: Entro il 30 settembre 2011.
Costo percorso: 2.160,- Euro .

Pagamento:
Procedure di pagamento delle quote attraverso vaglia online intestato Francesco De Giorgio (Associazione SPARTA) – via delle Pantane – 00010 – Montorio Romano (RM), con invio via mail del numero di riferimento e della parola-chiave.

Per ulteriori informazioni: sparta.formazione@gmail.com oppure 339 1687198
La pubblicità è uscita su Cavallo Magazine dove seguiranno altre notizie.

Francesco De Giorgio e José Schoorl, due formatori e due professionisti di importante valore, legati nella vita e nel lavoro tra i cavalli.

PNHT: Post Natural Horsemanship Trauma

Nell’ultimo decennio si è andata sempre più sviluppando la Natural Horsemanship, una forma di addestramento basata sull’applicazione meccanicistica del rinforzo negativo. Questa metodica che è stata poi sviluppata da varie scuole d’oltreoceano (ad es: Parelli, Roberts, Resnick), seduce il proprietario di cavallo che con esse trova delle efficaci forme di controllo dell’animale. Questo controllo però è generalmente solo apparente, infatti il cavallo sottoposto a queste metodiche di addestramento, apprende reattivamente e superficialmente. Il cavallo viene letteralmente condizionato a rispondere precisamente alle richieste dell’uomo e così facendo soddisfare le aspettative antropocentriche di performance.

Ma l’essere cavallo è un essere complesso, un sistema collegato a numerose variabili interne che rispondono ad altrettante numerose variabili esterne. La combinazione di tali variabili non è mai una scienza esatta matematica ed è per questo che molti, moltissimi, cavalli risponde molto negativamente a queste tecniche, arrivando ad esprimere forti squilibri emozionali dovuti alle pressioni, spesso invasive, che gli vengono applicate al fine di avere eccellenti performance addestrative (e non di relazione). Tali squilibri emotivi si manifestano con stati di tensione muscolare più o meno evidente, varie forme di aggressività più o meno ritualizzata, comportamenti bipolari depressivo-reattivi, fenomeni di ansia generalizzata.

Quello che, come nel caso di questi approcci, viene definito naturale, in realtà è totalmente fuori dal contesto di riferimento naturale per un cavallo. I fautori di queste vie “naturali”, affermano che i loro modelli si basano sull’osservazione dei cavalli in natura ed hanno per questo valore scientifico etologico. In realtà in natura le cose stanno molto diversamente e l’estrapolazione delle “dome naturali” non renderà mai onore realmente alle caratteristiche di specie dell’animale cavallo, apportando invece più spesso danni fisici, mentali e di relazione.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto: sorgente internet

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

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