centro di formazione sulla relazione e le dinamiche relazionali tra uomo e cavallo

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COMUNICATO STAMPA | SPARTA, LA ZOOANTROPOLOGIA EQUINA VA IN CARCERE

COMUNICATO STAMPA

Sparta, il Carcere di Bollate apre le porte alla Zooantropologia Equina

Oltre le mura, tra i cavalli e gli operatori del Carcere di Bollate, l’Associazione Sparta parlerà di crescita personale mediata dal cavallo, in ottica zooantropologica

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma.- 12 gennaio 2012  | Sparta comunica che il 29 gennaio 2012, il Carcere di Bollate, grazie a Claudio Villa, Francesca Manca e all’Associazione Salto Oltre il Muro, aprirà le sue porte alla zooantropologia equina attraverso il contributo dell’Associazione Sparta e dei suoi formatori, José Maria Schoorl e Francesco De Giorgio.

Il Workshop che verrà tenuto dalle 9.00 alle 17.00 tra i cavalli del Carcere, sarà incentrato sulla crescita personale mediata dal cavallo, attraverso l’approccio zooantropologico, che ridà dignità ed espressività al cavallo ed al suo contributo alla crescita delle persone.

“Non è facile riconoscere gli automatismi e le abitudini presenti nel nostro interagire con altri”, afferma José, “dialogare con il cavallo ci permette di guardare alle interazioni con la diversità delle altre persone, da un altro punto di vista. Questo è fondamentale per immedesimarsi nell’altro, nell’evitare pregiudizi, nel gestire i nostri e altrui squilibri emotivi”. E poi Francesco aggiunge: “I cavalli, così come altri animali, hanno contribuito alla nostra evoluzione, ci siamo in realtà tutti co-evoluti. Salvaguardare le loro capacità espressive, cognitive e sociali, ci permette di accogliere pienamente il loro contributo alla nostra crescita.”

Precisano Francesco e José: “Il progetto dei cavalli del Carcere di Bollate può contribuire, grazie alla presenza di Sparta, che è cuore dell’approccio zooantropologico equino, a liberare cavalli e persone dai muri, dalle abitudini e dalle convenzioni, che spesso risiedono solo nelle nostre menti. I cavalli sono esseri viventi senzienti che possono contribuire significativamente alla crescita dell’uomo, per far questo vanno riconsiderati però diversamente. Non è più accettabile che vengano ancora visti solo come strumenti sportivi, performativi, circensi, ludici o riabilitativi, ma come veri e propri compagni di crescita. Vanno considerati cioè come cavalli.”

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli italiano Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

Riferimenti:

www.spartariserva.com

sparta.formazione@gmail.com

339 1687198

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SPAZIO PER ESPLORARE

La motivazione dei bambini a svilupparsi ed esplorare è qualcosa di intrinseco, non hanno bisogno di premi e rinforzi per sentirsi motivati nell’esplorazione.

Trovarsi in un’esplorazione attiva per sviluppare naturalmente sempre più conoscenza dalla loro realtà, già da una soddisfazione enorme.

Bambini che vengono in continuazione stimolati con premi, o confrontati con richieste performative, o frenati, perdono il contatto con la loro motivazione più interna ed evidenziano un calo nell’iniziativa spontanea di esplorare.

Bambini che si trovano in mezzo ad un branco di cavalli, hanno innanzitutto un grandissimo piacere nell’esplorare quell’habitat, osservarne le interazioni e le sfumature, percependo la libertà dei cavalli, modulando da soli l’avvicinamento al branco stesso.

Questo ambiente naturale ha una notevole quantità e qualità di stimoli da esplorare, che può partire dall’osservazione di un filo d’erba fino ad arrivare all’odore del cavallo, oltre a sviluppare consapevolezza propriocettiva camminando su terreni inusuali per chi abita in un contesto urbano, tutte esperienze fondamentali per un adeguato sviluppo delle capacita cognitive, oltre che della propria identità.

Autore testo: José Schoorl | foto: José Schoorl

Per un’esperienza di relazione ed esplorazione speciale ci sono gli incontri in famiglia tra i cavalli nella Riserva Zooantropologica Sparta.

ESPRIMERSI LIBERAMENTE

Esprimersi liberamente, richiama alla mente immagini di situazioni dove siamo frenati a farlo dal contesto o da altre persone. In realtà siamo noi stessi i primi a frenare la nostra espressività.

A volte ci freniamo per dubbi o per paura delle conseguenze che puo’ avere il nostro comunicare. Ad esempio la difficoltà di dire quanto vuoi bene a qualcuno, che può essere a causa del non saper affrontare le emozioni o per la preoccupazione che la cosa non è reciproca.

C’è anche il contrario dove ci esprimiamo “troppo”, li dove il nostro esprimerci è reattivo, condizionato dagli impulsi esterni, invece di ascoltarci e rielaborare il proprio pensiero: una ragazza con un cavallo agitato, che non sta fermo, comincia ad agitarsi anch’essa arrivando a strillare più volte “smettila, fermati !!”. Quanto è libera realmente nella sua espressività in quel momento?

Un semplice: “capisco la tua agitazione”, permette a noi una presa di coscienza su come ci sentiamo e cosa vogliamo trasmettere.

La libertà di esprimerci nel modo che ci rappresenta può iniziare solo dentro noi stessi.

EVOLUZIONE DEL CAVALLO E DELL’UOMO: IL FATTORE CO-

Per “fattore CO-” si possono intendere molte cose: co-ntaminazione, co-ordinarsi, co-operare, co-formarsi, co-apprendere. In questo post parleremo invece di co-evoluzione, quello sviluppo misto naturale e culturale, che ha visto come protagonisti il cavallo e l’uomo letteralmente mischiati, nel bene e nel male nelle loro esistenze.

I cavalli odierni, non sono zebre. Questa mia affermazione è fondamentale per comprendere il “fattore co-“, in questo caso di contaminazione tra uomo e cavallo che nei milleni si è prodotto. Un vero e proprio mischiarsi tra uomo e animale, così come fu prima per il lupo che diventò cane, accadde anche per il cavallo selvatico che diventò semplicemente “il cavallo”.  Nell’arco dei millenni in cui cavallo e uomo si sono co-domesticati, c’è stato un vero e proprio reciproco cambiamento. Il cavallo è cambiato, ma anche l’uomo.

Ora per entrambi, per cavallo e uomo, esiste una nuova possibilità, prendere una via di co-rinselvatichimento. Per ritrovare all’interno della relazione le proprie radici più primigenie. Una co-devoluzione positiva che porta per entrambi una riscoperta della loro parte più arcaica, più vera.

L’approccio zooantropologico, in particolare quello applicato al cavallo, dona proprio questa possibilità, il rinselvatichirsi, riscoprendo tutte quelle competenze possedute ma che erano andate perse.

Il cavallo passa dalla dimensione di isolamento in scuderia, a quella del pascolo sociale;  l’uomo passa dalla deprivazione sensoriale di un contesto cittadino a quella di ri-arricchimento percettivo in un contesto naturale.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto: sorgente internet

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

RISPETTARE O TOLLERARE

Cos’è la differenza tra rispettare o tollerare? Se la vediamo da un punto di vista di risultati, possono sembrare simili. Un impiegato che viene ripreso per qualcosa che non fa parte delle sue mansioni, potrebbe comunque scegliere di farlo per evitare rappresaglie, ma non significa che lo fa per rispetto. Si tratta in realtà di tolleranza. Il manager con scarsa consapevolezza relazionale probabilmente si sente rispettato.

Il rispetto è invece qualcosa che viene percepito perche riconosci o stimi i valori o l’essenza di un altro. L’essere rispettato dunque non è legato al saper ottenere il comportamento appropriato dell’altro, ma è una sensazione positiva nei confronti dell’altro, o della qualità dell’altro.

Se facciamo un parallelo con i cavalli, all’animale nella doma viene insegnato a tollerarci. Viene condizionato nel rapporto con l’uomo con comportamenti che definiamo come “segni di rispetto”. E noi ci sentiamo gratificati con il presunto rispetto.

Non fraintendere le due dimensioni, richiede innanzitutto il rispetto di se stessi, imparando ad investire nella conoscenza di sé, nell’accettazione di sé, percependo bene se stessi nell’interazione con l’altro, a prescindere dai comportamenti dell’altro, per trovare una centratura che crea apertura, spazio per espressività e scelta, creatività nel dialogo invece di rigidità, cosi verso il cavallo, cosi nelle relazioni umane.

Autore testo: José Schoorl | foto: José Schoorl

Per sviluppare maggiore consapevolezza di sé nell’interazione con l’altro, segui il tuo percorso di crescita personale mediato dal cavallo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

IL CAVALLO SOGGETTO NELLA CRESCITA PERSONALE

La crescita personale mediata dal cavallo lavora sulle capacita relazionali di una persona, facilitando il riconoscimento delle sfumature del contatto nel senso più ampio della parola: Il contatto che una persona percepisce con se stessi (essere centrati) con l’altro (in questo caso il cavallo come metafora vivente) e con il contesto.

Per creare una dinamica che rispecchia la realtà relazionale della persona e che gli permette di viverlo e sperimentarlo al di fuori degli schemi della quotidianità, il cavallo ha totale libertà nella dinamica con la persona, per reagire alle sfumature e all’impatto che una persona porta nell’interazione. Ciò significa che quando una persona si focalizza completamente sul cavallo e sull’aspettativa di accarezzarlo, il cavallo probabilmente si allontana. Un focus totale e l’aspettativa funziona come pressione con risultato di respingere. Questo succede anche nei rapporti umani, ma è molto più difficile decodificare le dinamiche perché spesso le reazioni e l’impatto che abbiamo sull’altro (o su noi stessi) restano interni ed elaborati come tensione, perché educazione o altre maschere influenzano il comportamento creando cecità relazionale. Il cavallo che collabora nella crescita personale (in ottica zooantropologica) è un cavallo che è allenato alle interazioni non condizionate (sia con i compagni di branco, sia con le persone) e che quindi facilita l’avvenire di dinamiche autentiche, proprio perché considerato soggetto e non oggetto.

Nella pet-therapy ad esempio, il cavallo è oggetto, viene introdotto nella sessione come presenza fisica, ma non c’è spazio per le sue reazioni o iniziative. Un cavallo che si allontana nella pet-therapy non è “funzionale” proprio perche nelle sessioni è centrale la facilitazione praticamente obbligata dell’interazione tra umano e animale. Spesso questo crea anche il problema nella terapia se immaginiamo un cavallo che vorrebbe allontanarsi ma è costretto a starci, lasciandosi, ad esempio, strigliare.

Invece il cavallo nella crescita personale (ad orientamento zooantropologico) porta il suo contribuito referenziale molto forte essendo protagonista attivo nelle sessioni allenando cosi le persone a riconoscere i propri stati interni e dell’altro, sviluppando contemporaneamente strumenti per capire cosa fare, come reagire e/o come canalizzare le emozioni in determinati situazioni e nelle dinamiche relazionali.

Autore testo: José Schoorl | foto: José Schoorl

Per sviluppare maggiore consapevolezza di sé nell’interazione con l’altro, segui il tuo percorso di crescita personale mediato dal cavallo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

AFFRONTARE PAURE – CAMBIANDO PROSPETTIVA

L’incontro con un animale che può spaventarci, diventa metafora per affrontare quelle paure che ci limitano nella nostra vita. Relazionandoci con il cavallo, impariamo a percepire il contatto con noi stessi e con l’altro.

Nei percorsi di studio e analisi delle dinamiche di cambiamento, uno degli aspetti più importanti è la gestione della resistenza. Fin quando c’è resistenza e tensione, non si arriva’ allo sbloccarsi e alla possibilità di cambiare (opinione, comportamento, o qualsiasi cosa che sia). Si potrebbe superare la resistenza con la forza (sfidarsi), con il rischio enorme che si arriva ad un rinforzo della paura e della resistenza. Un esempio negativo può essere la paura dell’animale e il suggerimento di avvicinarsi per vedere che non succede niente. Il focus e’ cosi tutto orientato verso l’obiettivo “superare la paura” e non fa nient’altro che rinforzarne l’esistenza.

Togliere l’aspettativa che si dovrebbe superare la paura già’ toglie tanta tensione. Introdurre elementi per poter esplorare, in questo caso il cavallo, anche a distanza, arricchisce il panorama e introducendo la curiosità, toglie il focus dalla situazione di paura.

A questo punto sentire come la tensione iniziale si trasforma in sensazioni positive diventa un’esperienza fortemente rivelatoria.

L’assenza di pressione di performance e prestazioni, permette di trovare una dimensione dove poter esplorare le proprie paure, permette di diventare curiosi e come effetto, si superano così blocchi e resistenze di varia natura.

Autore testo: José Schoorl | foto: José Schoorl

Per capire come puoi affrontare paure cambiando prospettiva, segui il tuo percorso di crescita personale mediata dal cavallo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

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