centro di formazione sulla relazione e le dinamiche relazionali tra uomo e cavallo

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COMUNICATO STAMPA | SPARTA E LA ZOOANTROPOLOGIA EQUINA VANNO IN ONDA

COMUNICATO STAMPA

Sparta e la zooantropologia equina vanno in onda su Class Horse TV.


L’etologia, la zooantropologia equina e la crescita personale mediata dal cavallo,

su Class Horse TV.

 

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma.- 11 febbraio 2012  | Domani 12 febbraio alle 20:45, in replica lunedì e martedì, verrà trasmessa da Class Horse TV, una puntata di “Cavallo Amico Mio” condotta da Eleonora di Giuseppe, che tratterà le tematiche attualissime dell’etologia, della zooantropologia, del benessere e della crescita personale, con il cavallo come protagonista centrale, soprattutto come compagno di vita.

Alla trasmissione interverranno José Maria Schoorl (Trainer e Coach Zooantropologica Sparta), Francesco De Giorgio (Etologo e Zooantropologo Sparta), Frank Odberg (Ricercatore su benessere ed etologia della Ghent University), Claudio Villa (Presidente Associazione Salto Oltre il Muro), Antonio Tabarini (Tecnico Equestre).

Si parlerà di benessere del cavallo, della gestione innovativa delle scuderie, della formazione del puledro, della relazione uomo-cavallo, della crescita personale mediata dal cavallo, per mettere in evidenza aspetti ancora poco noti e non affrontati da parte dell’equitazione convenzionale.

Durante la trasmissione si farà riferimento anche al Workshop di Zooantropologia Equina “Oltre i muri e oltre le abitudini”, che con grande successo si è tenuto il 29 gennaio u.s. tra i cavalli del Carcere di Bollate.

Argomenti e ospiti, quelli scelti da Eleonora di Giuseppe, che sapranno portare contributi innovativi, rivoluzionari ed essenziali per il futuro mondo del cavallo.

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli italiano Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

Riferimenti:

www.spartariserva.com

sparta.formazione@gmail.com

339 1687198

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Lettera d’inizio 2012 da Sparta | La Zooantropologia Equina che guarda al futuro

Carissimi tutti,
a voi che seguite lo sviluppo delle attività di zooantropologia equina dell’Associazione Sparta, auguriamo buon 2012.


Il 2011 è stato un anno fondamentale per la divulgazione dell’approccio zooantropologico applicato ai nostri amici equini.
Il nostro impegno ha dato la possibilità di aprire squarci reali e concreti, molto pragmatici, nel mondo delle scienze equine, dell’equitare e della crescita personale mediata dal cavallo.


Lo scorso anno Sparta e i suoi cavalli hanno ospitato senza un attimo di sosta persone, università, organizzazioni sia di provenienza italiana che estera.
L’entusiasmo di chi si è dato l’opportunità di cogliere il profondo significato della zooantropologia equina è stato sempre altissimo.


Sparta si è spostata molto anche sul territorio nazionale e internazionale, con seminari, workshop, congressi, anche grazie al fondamentale contributo dei soci dell’Associazione Sparta.
Molti sono stati gli articoli pubblicati su riviste di settore e non, diverse le interviste radiofoniche e televisive.
Il 2011 ha visto partire il primo Master in Zooantropologia Equina Applicata, con un bel gruppo di partecipanti che continuano la loro formazione spartana, con grande passione ed entusiasmo.


Anche l’Olanda lo scorso anno ha ospitato Sparta con un seminario che ha riscosso grande successo e ha scatenato grande interesse e richieste di consulenze nella formazione dei puledri, nel problem solving e nella crescita personale in ottica zooantropologica.


Se il 2011 è stato un grande cardine di crescita per Sparta, il 2012 centrerà ancora di più le nostre attività soprattutto in ambito internazionale.
Quest’anno saremo presenti nuovamente in Olanda a Febbraio per un nuovo seminario. Poi a Marzo saremo in Germania, all’International Equine Science Meeting, con una relazione dal titolo: “Why isolate during training? Social learning and social cognition applied as training approach for young horses”.
A Luglio poi saremo in Inghilterra a Cambridge, con un contributo ad un importante convegno di Anthrozoology.


Presenze internazionali importanti affinché il combattimento per il cambiamento possa essere sentito con ancora più forza anche in Italia.
Nel 2012 partiranno altre edizioni del Master ZEA in altre parti d’Italia ed in Olanda.

Insomma la determinazione è sempre tanta, l’impegno anche, la professionalità e la passione sempre presenti, con i piedi e gli zoccoli sempre ben piantati a terra!


Un caro augurio da Francesco e José a tutti voi!

Francesco De Giorgio | José Maria Schoorl

Riserva Zooantropologica Sparta

Centro Formazione Cavalli e Persone
www.spartariserva.com
+39 339 1687198
Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più pronta ai cambiamenti.” – Charles Darwin

La monta da lavoro in ottica cognitivo-relazionale

Cavallo e uomo sono stati sempre uniti dalle attività di lavoro svolte insieme.

Sviluppando l’approccio cognitivo-relazionale si può arrivare a svolgere una vera e propria monta da lavoro, in cui uomo e cavallo vengono coinvolti attraverso percorsi di apprendimento cognitivo.

In gran parte delle attività che attualmente svolge adesso il cavallo, lo sviluppo della relazione con l’uomo è di stampo emotivo. Tutte le fasi di doma e addestramento dell’equitazione attuale, vengono fondate consapevolmente o inconsapevolmente sul dare maggiore enfasi al cavallo emotivo, con notevoli dosi di stress per cavallo e uomo.

Un cavallo cognitivo invece può supportare maggiormente l’uomo nel suo lavoro con altri cavalli o con altri animali, grazie al suo libero pensare, al suo libero essere, al suo libero esprimersi. Il tutto senza stress e senza squilibri emotivi.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto:  Francesco De Giorgio

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo nella monta da lavoro e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

COMUNICARE CON IL TUO CAVALLO

Comunicare significa “mettere in comune”, significa condividere qualcosa da entrambe le parti,  significa mischiare i propri messaggi, le proprie idee, le proprie informazioni.

Si sente spesso parlare di migliorare la comunicazione tra cavallo e uomo. Ma si parla spesso però di una comunicazione unidirezionale, con intenti prevalentemente addestrativi, tesi ad avere integrale controllo del cavallo così come accade ad esempio nella Natural Horsemanship, dove il campo espressivo del cavallo è piuttosto limitato ed i meccanismi relazionali sono di stampo comportamentista, behaviourista, meccanicista.

La comunicazione reale invece è ad orientamento dialogico e richiede diversi paradigmi ed altri approcci, come quello zooantropologico. In questo caso l’umano lascia sempre pieno campo espressivo al cavallo. Il cavallo con significativi livelli di libertà d’espressione, comunica meglio sul piano dialogico, formando insieme all’umano una comune piattaforma di crescita, che si sviluppa attraverso vissuti comuni ed esperienze condivise.

Comunicare realmente sviluppa anche benessere per entrambi, sviluppando infatti reciproche soglie di fiducia, si sviluppa anche rilassamento relazionale ed un miglior apprendimento di stampo cognitivo.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto:  Sparta

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

EVOLUZIONE DEL CAVALLO E DELL’UOMO: IL FATTORE CO-

Per “fattore CO-” si possono intendere molte cose: co-ntaminazione, co-ordinarsi, co-operare, co-formarsi, co-apprendere. In questo post parleremo invece di co-evoluzione, quello sviluppo misto naturale e culturale, che ha visto come protagonisti il cavallo e l’uomo letteralmente mischiati, nel bene e nel male nelle loro esistenze.

I cavalli odierni, non sono zebre. Questa mia affermazione è fondamentale per comprendere il “fattore co-“, in questo caso di contaminazione tra uomo e cavallo che nei milleni si è prodotto. Un vero e proprio mischiarsi tra uomo e animale, così come fu prima per il lupo che diventò cane, accadde anche per il cavallo selvatico che diventò semplicemente “il cavallo”.  Nell’arco dei millenni in cui cavallo e uomo si sono co-domesticati, c’è stato un vero e proprio reciproco cambiamento. Il cavallo è cambiato, ma anche l’uomo.

Ora per entrambi, per cavallo e uomo, esiste una nuova possibilità, prendere una via di co-rinselvatichimento. Per ritrovare all’interno della relazione le proprie radici più primigenie. Una co-devoluzione positiva che porta per entrambi una riscoperta della loro parte più arcaica, più vera.

L’approccio zooantropologico, in particolare quello applicato al cavallo, dona proprio questa possibilità, il rinselvatichirsi, riscoprendo tutte quelle competenze possedute ma che erano andate perse.

Il cavallo passa dalla dimensione di isolamento in scuderia, a quella del pascolo sociale;  l’uomo passa dalla deprivazione sensoriale di un contesto cittadino a quella di ri-arricchimento percettivo in un contesto naturale.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto: sorgente internet

Per sviluppare maggiore conoscenza sul cavallo e sulle caratteristiche di relazione tra cavallo e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

LA VITA DEI CAVALLI MASCHI IN NATURA

Nei cavalli che vivono in natura, sia allo stato selvatico come ad esempio  i Prezwalski in Mongolia ed i Mustang in Nord America, sia allo stato brado come ad esempio i cavalli di Esperia e i cavalli della Giara in Italia, la struttura sociale consiste principalmente in un gruppo di femmine (harem), con loro peculiari dinamiche. Il branco viene protetto da pericoli esterni e viene gestito nei momenti rispoduttivi generalmente da un solo maschio, lo stallone residente.

I puledri maschi che nascono, tra il primo e il secondo anno di vita, vengono allontanati dallo stallone residente, in quanto iniziano a mostrare interesse verso le femmine dell’harem.

I giovani maschi allontanati dal branco di origine, spesso si uniscono tra loro e formano una “banda di scapoli”. In quella dimensione vivono crescendo per molti anni, anche per tutta la vita se non trovano l’opportunità di conquistare un proprio branco.

Gli scapoli vivono in grande solidarietà la loro condizione, per loro fondamentale vivere gran parte della vita tra altri maschi. Si allenano, diventando solidi dentro e fuori.

Un maschio che non ha la possibilità di vivere una lunga e consistente parte di vita insieme ad altri maschi, acquisisce minori strumenti di conoscenza e consapevolezza.

Autore testo: Francesco De Giorgio | foto: sorgente internet

Per sviluppare maggiore conoscenza sullo stallone e sulle caratteristiche di relazione tra stalloni e tra stallone e uomo, segui il tuo percorso formativo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

IL CAVALLO SOGGETTO NELLA CRESCITA PERSONALE

La crescita personale mediata dal cavallo lavora sulle capacita relazionali di una persona, facilitando il riconoscimento delle sfumature del contatto nel senso più ampio della parola: Il contatto che una persona percepisce con se stessi (essere centrati) con l’altro (in questo caso il cavallo come metafora vivente) e con il contesto.

Per creare una dinamica che rispecchia la realtà relazionale della persona e che gli permette di viverlo e sperimentarlo al di fuori degli schemi della quotidianità, il cavallo ha totale libertà nella dinamica con la persona, per reagire alle sfumature e all’impatto che una persona porta nell’interazione. Ciò significa che quando una persona si focalizza completamente sul cavallo e sull’aspettativa di accarezzarlo, il cavallo probabilmente si allontana. Un focus totale e l’aspettativa funziona come pressione con risultato di respingere. Questo succede anche nei rapporti umani, ma è molto più difficile decodificare le dinamiche perché spesso le reazioni e l’impatto che abbiamo sull’altro (o su noi stessi) restano interni ed elaborati come tensione, perché educazione o altre maschere influenzano il comportamento creando cecità relazionale. Il cavallo che collabora nella crescita personale (in ottica zooantropologica) è un cavallo che è allenato alle interazioni non condizionate (sia con i compagni di branco, sia con le persone) e che quindi facilita l’avvenire di dinamiche autentiche, proprio perché considerato soggetto e non oggetto.

Nella pet-therapy ad esempio, il cavallo è oggetto, viene introdotto nella sessione come presenza fisica, ma non c’è spazio per le sue reazioni o iniziative. Un cavallo che si allontana nella pet-therapy non è “funzionale” proprio perche nelle sessioni è centrale la facilitazione praticamente obbligata dell’interazione tra umano e animale. Spesso questo crea anche il problema nella terapia se immaginiamo un cavallo che vorrebbe allontanarsi ma è costretto a starci, lasciandosi, ad esempio, strigliare.

Invece il cavallo nella crescita personale (ad orientamento zooantropologico) porta il suo contribuito referenziale molto forte essendo protagonista attivo nelle sessioni allenando cosi le persone a riconoscere i propri stati interni e dell’altro, sviluppando contemporaneamente strumenti per capire cosa fare, come reagire e/o come canalizzare le emozioni in determinati situazioni e nelle dinamiche relazionali.

Autore testo: José Schoorl | foto: José Schoorl

Per sviluppare maggiore consapevolezza di sé nell’interazione con l’altro, segui il tuo percorso di crescita personale mediato dal cavallo nella Riserva Zooantropologica Sparta.

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