centro di formazione sulla relazione e le dinamiche relazionali tra uomo e cavallo

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Seminario introduttivo al Percorso Learning Horse (Zooantropologia Equina Applicata)

SEMINARIO INTRODUTTIVO SUL PERCORSO LUNGO DI

ZOOANTROPOLOGIA EQUINA APPLICATA

Francesco De Giorgio e Topazio in Olanda

Il 16 dicembre 2012, dall 10.00 alle 13.00, verrà presentato il Percorso ZEA in un seminario durante il quale verranno esposte da Francesco De Giorgio e José Schoorl, tutte le caratteristiche del percorso. La zooantropologia rientra in un movimento culturale molto più ampio che fa riferimento ad ambiti scientifici e filosofici collegati all’etologia cognitiva, all’anti-specismo, al post-umanesimo, all’antrozoologia. Nello specifico la zooantropologia equina si prende cura della relazione con specie come il cavallo e l’asino. Possiamo assolutamente definirla una disciplina rivoluzionaria e rinfrescante nel mondo equestre, anche rispetto a quello più innovativo. Dal cavallo o dall’asino come oggetti performativi, la zooantropologia equina prende per mano e conduce a considerare questi animali come soggetti dialoganti del processo relazionale.Il percorso di Zooantropologia Equina Applicata (ZEA) si dipana in un labirinto arricchente, dove scopriamo sempre nuovi scenari e ci lasciamo sorprendere da una diversa lettura del comportamento equino, delle sue modalità d’apprendimento e delle dinamiche di relazione tra equino e umano.

Scegliere di seguire il percorso ZEA, non significa scegliere di aderire a un metodo, significa invece scegliere di acquisire un background scientifico, culturale, filosofico e di crescita personale, sul quale integrare la propria esperienza, il proprio percepito, il proprio valore.

Il percorso ZEA NON insegna a domare/condizionare i cavalli, a migliorare performance agonistiche/comportamentali con il cavallo o a creare momenti circensi con l’asino. Il percorso ZEA sviluppa maggiore conoscenza, consapevolezza ed esperienza nella relazione tra animale ed uomo, vista attraverso una cornice assolutamente nuova e molto pratica.

La tipologia di formazione, testata in decenni di esperienza da parte di Francesco De Giorgio e José Schoorl, viene svolta per i partecipanti con importanti momenti teorici-pratici-concettuali, seguendo i processi d’apprendimento collegati alll’Adult Experiential Learning di Kolb.

Il programma viene suddiviso in sei moduli, per una durata totale di 100 ore.

Ogni modulo si focalizza su un determinato argomento:
1 – Introduzione alla Zooantropologia | Gennaio 26 – 27, 2013
2 – Etologia di Base | Febbraio 23 – 24, 2013
3 – Apprendimento | Marzo 23 – 24, 2013
4 – Linguaggio e Relazione | Aprile 20 – 21, 2013
5 – Problematiche comportamentali e di relazione | Maggio 18 – 19, 2013
6 – Zooantropologia Applicata ed Equitazione Zooantropologica + Esame | Giugno 15 – 16, 2013

Informazioni più complete su www.learning-animals.org

Profili formatori Learning Horse:

Francesco De Giorgio é un noto etologo italiano, il cui principale campo di interesse ruota intorno alla sfera cognitva del cavallo e dell’asino. Francesco vive e lavora attualmente in Olanda, continuando a lavorare anche in Italia ed altri paesi europei.
Membro di importanti associazioni accademiche e scientifiche come Dutch Society for Behavioural Biology (NVG), Italian Society for Veterinary Physiology (SoFiVet) e International Society for Applied Ethology (ISAE) é Guest Lecturer presso diversi atenei in Italia e in Olanda. Il suo speciale campo di ricerca é l’apprendimento sociale nel cavallo. Francesco é uno scienziato ma anche un uomo di cavalli di grande pratica.

José Schoorl é trainer zooantropologico olandese, guida nella relazione tra cavallo e umano in Olanda, Italia e Inghilterra. José supporta le persone nel comprendere le dinamiche relazionali con principale attenzione al punto di vista del cavallo. Per José la comprensione della mente del cavallo, rappresenta il primo passo per sviluppare una vera conoscenza del cavallo e spingere su un cambiamento sempre più atteso nel considerare il cavallo dal punto di vista del cavallo stesso. Ulteriore e speciale competenza di José é la sfera della gestione del cambiamento.

Francescoe e José lavorano insieme ogni giorno per il loro centro di formazione e ricerca Learning Horse.

 
Potete trovare interessanti articoli in lingua inglese sul sito www.thecognitivehorse.com
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COMUNICATO STAMPA | SPARTA, LA ZOOANTROPOLOGIA EQUINA VA IN CARCERE

COMUNICATO STAMPA

Sparta, il Carcere di Bollate apre le porte alla Zooantropologia Equina

Oltre le mura, tra i cavalli e gli operatori del Carcere di Bollate, l’Associazione Sparta parlerà di crescita personale mediata dal cavallo, in ottica zooantropologica

Riserva Zooantropologica Sparta | www.spartariserva.com | sparta.formazione@gmail.com | Roma.- 12 gennaio 2012  | Sparta comunica che il 29 gennaio 2012, il Carcere di Bollate, grazie a Claudio Villa, Francesca Manca e all’Associazione Salto Oltre il Muro, aprirà le sue porte alla zooantropologia equina attraverso il contributo dell’Associazione Sparta e dei suoi formatori, José Maria Schoorl e Francesco De Giorgio.

Il Workshop che verrà tenuto dalle 9.00 alle 17.00 tra i cavalli del Carcere, sarà incentrato sulla crescita personale mediata dal cavallo, attraverso l’approccio zooantropologico, che ridà dignità ed espressività al cavallo ed al suo contributo alla crescita delle persone.

“Non è facile riconoscere gli automatismi e le abitudini presenti nel nostro interagire con altri”, afferma José, “dialogare con il cavallo ci permette di guardare alle interazioni con la diversità delle altre persone, da un altro punto di vista. Questo è fondamentale per immedesimarsi nell’altro, nell’evitare pregiudizi, nel gestire i nostri e altrui squilibri emotivi”. E poi Francesco aggiunge: “I cavalli, così come altri animali, hanno contribuito alla nostra evoluzione, ci siamo in realtà tutti co-evoluti. Salvaguardare le loro capacità espressive, cognitive e sociali, ci permette di accogliere pienamente il loro contributo alla nostra crescita.”

Precisano Francesco e José: “Il progetto dei cavalli del Carcere di Bollate può contribuire, grazie alla presenza di Sparta, che è cuore dell’approccio zooantropologico equino, a liberare cavalli e persone dai muri, dalle abitudini e dalle convenzioni, che spesso risiedono solo nelle nostre menti. I cavalli sono esseri viventi senzienti che possono contribuire significativamente alla crescita dell’uomo, per far questo vanno riconsiderati però diversamente. Non è più accettabile che vengano ancora visti solo come strumenti sportivi, performativi, circensi, ludici o riabilitativi, ma come veri e propri compagni di crescita. Vanno considerati cioè come cavalli.”

Informazioni su Sparta:

A Sparta si sviluppa la zooantropologia equina, l’equitazione zooantropologica e la crescita personale mediata dal cavallo. I cavalli vengono formati seguendo percorsi cognitivo-relazionali, in quanto solo quando il cavallo è libero di pensare e anche libero di relazionarsi con l’umano da terra, dalla sella e nei percorsi di crescita personale, dando il suo contributo forte e libero ad una maggiore consapevolezza nell’umano stesso.

A Sparta le attività vengono guidate dall’etologo, zoo antropologo e uomo di cavalli italiano Dr. Francesco De Giorgio e dalla donna di cavalli Dr.ssa olandese José Schoorl, esperta nella gestione del cambiamento e delle dinamiche sociali umane.

Sparta si trova tra gli uliveti secolari della Sabina Romana a Montorio Romano, via delle Pantane.

Riferimenti:

www.spartariserva.com

sparta.formazione@gmail.com

339 1687198

UN AFFIANCAMENTO SPECIALE PER CAVALLI E PROPRIETARI

Nell’attuale mondo dell’equitazione i proprietari e i loro cavalli sono, nella maggioranza dei casi, “gestiti” da addestratori/istruttori che si pongono spesso su un piano performativo, con una modalità d’approccio meccanicistica e manualistica alla formazione del cavallo, alla risoluzione dei problemi comportamentali e di relazione, all’istruzione del proprietario.

Chi cerca di migliorare il rapporto con il proprio cavallo, per una migliore vita con questo compagno equino, trova delle alternative (anche “moderne”) che però sono sempre soluzioni che restano sempre e comunque  nell’ambito performativo invece che fornire una risposta reale in termine relazionale. Avere un buon rapporto dove,  sia il cavallo che la persona, siano capaci di trasmettersi realmente qualcosa, richiede un lavoro sul contatto vero invece che  sulla capacita’ di avere il controllo comportamentale del cavallo.

L’approccio fino ad oggi conosciuto, non tiene conto né delle esigenze relazionali del proprietario con il suo cavallo, né delle esigenze di benessere psico-fisico e relazionale del cavallo. Il fine è generalmente raggiungere una buona risposta dal proprio cavallo, ma non si parla mai di sviluppare una corretta relazione tra cavallo e persona; paradossalmente tali metodiche comportamentiste ne diventano invece ostacolo.

L’affiancamento per cavalli, proprietari e per la loro relazione, così come condotto dentro e fuori le mura di Sparta, ha come obiettivo la creazione della relazione autentica tra persona e cavallo e la consapevolezza del cavallo come essere vivente senziente.

Questo affiancamento a Sparta, si basa su tre momenti fondamentali:

1 – IL CAVALLO

La prima parte dell’affiancamento è dedicata al cavallo, alla sua libertà di espressione, alla sua formazione ed alle eventuali criticità che esprime sia in termini di comportamento, che di gestione generale, che di relazione. Il proprietario in questa fase resta osservatore delle dinamiche che si sviluppano nei momenti di affiancamento al cavallo. In questo modo la persona riesce ad acquisire uno sguardo meno carico emotivamente, cogliendo così più informazioni sul proprio cavallo. Chi affianca il cavallo in questo caso è competente per farlo, sa come interpretarlo nei suoi comportamenti anche più invisibili, ha cultura scientifica e generale allargata ed appropriata, esprime la capacità di individuare un corretto punto di vista sulla situazione del cavallo e relazionale.

2 – IL PROPRIETARIO

Nella relazione con il nostro cavallo prendiamo spesso tante cose per scontato. Quando poi le nostre aspettative non corrispondono con la realtà iniziamo a viverlo come una serie di problemi. Già solo scoprire le nostre abitudini e aspettative e sperimentare nel vedere le cose da un altro punto di vista, ci permette di trovare da soli una soluzione. Le nostre abitudini richiamano spesso reazioni ugualmente abitudinarie nel cavallo, in una sorta di circolo vizioso. Spezzare questo cerchio negativo crea spazio per nuovi modi di interagire e anche di accorgersi di sfumature che fino ad allora avevamo semplicemente negato. E’ fondamentale quindi fare un lavoro in due: cavallo e persona. Lavorare solo da un lato significa ampliare solo la percezione del cavallo, mentre la persona continua a non vedere segnali di cambiamento, rimanendo nelle sue abitudini, ostacolando così quel volano evolutivo che può vederli protagonisti insieme nella crescita reciproca. Si lavora interagendo con il proprio cavallo, allenando la capacita di vivere e cogliere il momento, togliendo cosi anche la pressione performativa.

3 – LA RELAZIONE DA TERRA E DALLA SELLA

Una volta che sia il cavallo che il proprietario hanno sperimentato le precedenti fasi di affiancamento, giunge il momento di entrare in contatto più dinamico o riprendere il contatto li dove interrotto per qualche motivo esterno o interno. Questo passaggio si attua sia da terra che dalla sella e si evolve nell’abbandono delle istanze performative da parte del proprietario e nello sviluppo di un maggiore livello cognitivo da parte del cavallo.

Testo e foto di Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl

Chi e’ interessato ad un affiancamento ci puo’ contattare al 339-17687198 o scriverci su sparta.formazione@gmail.com

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